La Lentezza – Milan Kundera

Ho iniziato ha leggere questo libro su consiglio di un amico, senza neanche sapere l’argomento o conoscere l’autore.

L’impressione principale che ho avuto è stata una sensazione di caos. L’autore sviluppa narrazioni diverse, saltando da una storia all’altra su collegamenti fantasma, e introducendo se stesso in prima persona in una di queste.

Non ho apprezzato il libro per le storie che ha raccontato, ma ho trovato stimolante gli spunti di riflessione che lasciava.

Le frasi che ho raccolto sono quelle che più mi hanno fatto pensare, le ho trovare acute e incisive. L’autore vuole provocare, dando al lettore una sensazione di instabilità pur lasciando pensieri profondi da sviluppare.

“Ma quando l’uomo delega il potere di produrre velocità a una macchina, allora tutto cambia: il suo corpo è fuori gioco, e la velocità a cui si abbandona è incorporea, immateriale – velocità pura, velocità in sé e per sé, velocità-estasi”

“Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.”

“Alla base dell’edonismo vi è dunque la nozione di sofferenza: è felice chi riesce a evitare le sofferenze”

“Non disprezza affatto l’umanità, che è per lui una fonte inesauribile di riflessione gioiosamente maliziose, ma non ha la benché minima voglia di entrare con essa in più stretto contatto.”

“La conversazione non è un modo di riempire il tempo, tutt’altro: è ciò che organizza il tempo, che lo governa e impone leggi che vanno rispettate.”

“Dar forma a una durata è l’esigenza della bellezza, ma è anche quella della memoria. Ciò che è informe è inafferrabile, non memorizzabile.”

“Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio”

“Ogni nuova possibilità che si offre all’esistenza, anche la meno probabile, trasforma l’esistenza intera.”

“La certezza di essere degli eletti è presente, ad esempio, in qualsiasi rapporto d’amore, poiché l’amore è per definizione un dono non meritato; anzi, l’essere amati senza merito è la prova del vero amore”

“Se una donna mi dice: ti amo perché sei intelligente, perché sei onesto, perché mi fai dei regali, perché non corri dietro alle altre, perché lavi i piatti, ci rimango male; il suo amore mi sembra interessato. Quanto è più bello sentirsi dire: sono pazza di te sebbene tu non sia né intelligente né onesto, sebbene tu sia bugiardo, egoista e mascalzone!”

“L’Attualità è Sublime quando l’uomo soffre sul palcoscenico mentre dal fondo giunge l’eco degli scontri a fuoco e sopra di lui si libra l’Angelo della morte.”

“Si è soliti pensare che il successo di un uomo dipenda dal suo tipo di aspetto dalla bellezza o dalla bruttezza del viso, dalla statura, dal fatto che abbia i capelli o sia calvo. Errore. L’elemento decisivo è la voce.”

“Ti avverto. La serietà ti proteggeva. La mancanza di serietà ti lascerà nudo davanti ai lupi. E tu lo sai che i lupi sono là ad aspettarti.”

“La vulva: rumoroso crocevia in cui si incontra la garrula umanità, tunnel attraverso il quale passano le generazione. Solo gli stolti si lasciano convincere dall’intimità di questo luogo, il più pubblico di tutti.”

“Strano dilemma: la nudità è il simbolo del più grande di tutti i valori o è la più grande immondizia, da lanciare come una bomba di escrementi sulla turba dei nemici?”

“Il fatto è che tutti i gesti, oltre alla loro funzione pratica, hanno un significato che va al di là delle intenzioni di chi li compie.”

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Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami

Con questo libro ho deciso di iniziare la sezione delle mie letture, dove conto di raccogliere i vari libri che mi capita di leggere, descrivendo trama, impressioni, le mie frasi preferite, e soprattutto la mia interpretazione! Non è assolutamente una recensione e non è detto che le mie conclusioni combacino con quelle dell’autore.

Prima di iniziare il libro “Kafka sulla spiaggia” di Haruki Murakami ho scoperto che appartiene al filone letterario del realismo magico, ora che l’ho terminato non credo ci sia definizione migliore per descriverlo.

La storia tratta di un ragazzo, Kafka Tamura , che a 15 anni decide di scappare da una casa che gli offriva solo l’amore di un padre distante e il peso di una maledizione. Parallelamente all’inizio di questa avventura ci viene presentato il vecchietto Nakata, e subito inizia il magico, infatti questo simpatico signore riesce a conversare con qualsiasi gatto, capacità che gli permette di mantenere il suo modesto tenore di vita, recuperando gatti smarriti.

Il realismo delle loro vite, che all’apparenza possono sembrare comuni, viene intervallato da riferimenti e eventi straordinari, come uno strano fatto accaduto ad una scolaresca di bambini in gita, o di una pioggia di sgombri e sardine.

Il ragazzo Kafka, il 15enne più tosto di tutti, si trova presto nel luogo che segnerà inevitabilemente la sua fuga,  la biblioteca privata diretta dalla signora Saeki. Qui Kafka conosce il bibliotecario  Ōshima, e subito instaurano un forte rapporto di amicizia, vista la praticità e la solidità di questo personaggio.

 Ōshima viene presentato come la roccia nel torrente pieno di rapide che è la vita di Kafka, l’autore si sofferma molto a descrivere questa figura, e spesso si leggono pensieri di  Ōshima stesso.

I capitoli intervallano le vicende di Kafka con quelle di Nakata, anche lui parte per un viaggio, e lungo la sua strada incontra il camionista Hoshino che si percepisce essere il corrispettivo di Ōshima per Kafka. Sono interessanti e delicate le conversazioni che avvengono tra Nakata e Hoshino durante i loro spostamenti, affrontano temi cruciali dell’esistenza, inclusa l’esistenza stessa, raggiungendo conclusioni semplice ma allo stesso tempo illuminanti, spesso liquidandole con la frase “Sono argomenti troppo complicati”.

Nakata durante il romanzo più che effettuare una crescita si dimostra sempre più fatalista e sostenitore dell’elemento magico del libro, caratteristica che possiede anche Kafka, ma viene utilizzata come mezzo per superare le difficoltà della vita.

I personaggi sono descritti con le loro azioni, più che con caratteristiche fisiche, e ogni movimento dà la sensazione di essere slegato dal concetto comune di tempo, rendendo eterei eventi per loro natura drammatici. La parte sorprendente è come davanti a fatti straordinari, loro reagiscano con pragmaticità e forte senso del dovere.

Le azioni più semplici, come preparare la colazione o risacquare le stoviglie dopo un pasto, trasmettono un senso di pace interiore perchè ogni gesto è importante e misurato, e viene compiuto in funzione di quello prima.

I due protagonisti principali non si incontrano mai, ma l’autore lascia intendere che sono consapevoli della reciproca presenza, e questo sentimento accentua l’inevitabilità delle loro azioni.

In questo libro percepisco la forte voglia di trovare un senso alla vita, e alle tragedie che ci capitano, e Murakami ci fa compiere la ricerca creando un mondo da sogno, con personaggi profondi nella loro quotidianita, sorreggendo l’incanto con le descrizioni coinvolgenti.

Una particolarità che mi ha colpito è come l’autore ha voluto evidenziare l’interazione dei personaggi, senza farli incontrare fisicamente. Le azione di ognuno generano conseguenze nella vita di altri, come a ricordarci che se una farfalla sbatte le ali in Cina si genera un tornado dall’altra parte del mondo.

Con “l’effetto farfalla” l’autore ci ha regalato un piccolo appiglio, e forse una magra consolazione, per constrastare i dolori. L’ho percepito come una piccola pacca sulla spalla, a voler dire “Sembra assurdo, ma una ragione c’è.”

Concetto che va inevitabilmente a scontrarsi con gli elementi magici seminati nella lettura, gran parte di questi non sono spiegati, e la parte bella è proprio qui, s

Il finale lascia un sapore agrodolce al lettore, si vuole credere nella vita ma si percepisce che, nonostante i nostri sforzi e le nostre scelte, questa continua inesorabilmente anche senza di noi.

In definitiva ho trovato il libro introspettivo e misterioso, nei suoi tratti onirici, caratteristiche che mi aspettavo viste le origini orientali dell’autore. Una lettura che mi sento di consigliare, sia per la storia delicata e sensibile, sia per la scrittura asciutta e coinvolgente.

“Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell’assurdo.”

“Quello che voglio è la forza per ricevere gli assalti che arrivano, e sopportarli. L’ingiustizia, la sfortuna, la tristezza, i malintesi, le incomprensioni…Voglio la forza per sopportare tranquillamente tutte queste cose.”

“Vivere non mi bastava più a essere qualcosa. Certo è assurdo…Gli uomini nascono per vivere no? Eppure, più sono andato avanti nella vita, più ho perso quello che avevo dentro, e alla fine sono diventato un essere vuoto.”

“Se tutti muoriamo o ci perdiamo è perchè il meccanismo del mondo si basa sull’estinzione e sulla perdita”

“- Neanche tu sei un debole, vero?
– Non saprei, – rispondo sinceramente. – Ma nella mia vita ho sempre tentato di diventare più forte.”

“Forse non ce la farai, a fuggire dal tempo, nemmeno arrivando ai confini del mondo. Ma anche se il tuo sforzo è destinato a fallire, devi spingerti fin laggiù. Perché ci sono cose che non si possono fare senza arrivare ai confini del mondo.”

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Made with Magik for a realistic world

La verità.

La verità è che non abbiamo la minima idea di quello che stiamo facendo.
Ne sei convito la maggior parte del tempo, se sei fortunato, ovvero se sei un segno di terra mi è stato detto (per conoscenza: capricorno, toro, vergine). Dicevo ne sei convinto, la meta è lì davanti a te che ti aspetta, ti chiama, ti sprona, nulla è davvero troppo difficile rispetto al premio che vedi alla fine.

Poi arriva.
Sembra il solito ostacolo, che rimboccandoti le maniche schiverai, o distruggerai, invece ti prende in pieno. Colpisce lo stomaco, svuota i polmoni, ferma il cuore giusto il tempo per cancellare tutte le tue speranze.

Sei a terra. Tutto fa male, molto male.
Provi a muovere le braccia, a sentire le gambe, a girare il collo. Improvvisamente ti accorgi che non te ne importa niente di tutto questo. Non sentire nulla è quasi un sollievo, l’alternativa…bè l’alternativa la sappiamo, il dolore.

Questo fantastico scenario è il mondo realistico, disilluso e degradato che abbiamo, a volte lo puoi vedere chiaramente, altre si nasconde, ma senti che è lì.

Tuttora sto cercando una soluzione a questo mondo.
Esatto una soluzione, purtroppo un’altra caratteristica dei segni di terra, è la testardaggine nel voler mettere a posto le cose, e io faccio parte della tripletta fortunata.

La soluzione che ho ricavato dopo più di 20 anni di vita è: la magia.

Magia intesa nel senso più ampio ed astratto del termine. La magia delle piccole cose, della perfezione di un fiore, del profumo di un dolce, pioggia fresca sulla faccia.

Se sei fatto di magia anche il mondo realistico dovrà arrendersi!

Per ora la risolvo così, magari con altri 20 anni trovo una soluzione migliore.

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